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Introduzione
Negli ultimi anni le autorità internazionali e le riviste più accreditate hanno ripetutamente evidenziato il peso crescente del "problema depressione", che inevitabilmente ha visto un coinvolgimento sempre maggiore del medico di famiglia. Tuttavia sino ad oggi non sono note le reali dimensioni del problema nel contesto delle cure primarie e le stime di prevalenza/incidenza al momento disponibili si basano su studi epidemiologici che, per rilevare l'eventuale presenza del disturbo depressivo, hanno previsto l'impiego di strumenti diagnostici formali (questionari e scale).
In realtà la percezione del medico di medicina generale (MMG) non coincide facilmente con cut-off e punteggi. Proprio per la caratteristica del disturbo depressivo in sé (variabilità nel manifestarsi, ciclicità, etc.) la diagnosi non può concentrarsi su valutazioni e criteri psicometrici e clinimetrici, applicati con scale e questionari per lo più in un dato momento: per suo conto, non in modo sistematico, il MMG si trova ad indagare e gestire un insieme più ampio (anche se meno univocamente definibile) di fattori che possono avere pesi e significati diversi quando sono inseriti nella storia/conoscenza che si hanno delle/dei pazienti.
Riprendendo e proponendo in modo strutturato, alcuni elementi/osservazioni/ percezioni empiriche largamente condivise, si è messo in evidenza che accanto agli indicatori "tipici" di depressione (ansia, eccessiva preoccupazione, umore depresso, variazioni di peso, mancanza di fiducia in se stessi, trascuratezza della propria persona, etc...) altri fattori (contesto sociale, lavorativo, quadro clinico generale, eventi stressanti) risultano più frequentemente associati e correlabili con il disturbo depressivo.
Non è d'altra parte disponibile a tutt'oggi, un quadro conoscitivo che permetta di avere una visione di insieme soddisfacente:
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| a) |
non sono definiti i criteri che portano il MMG a percepire, diagnosticare e valutare nel tempo un paziente con disturbi depressivi, né se e quanto i fattori e gli indicatori sopra riportati rientrino nel suo processo decisionale |
| b) |
i pochi studi disponibili che hanno confrontato la percezione del MMG con strumenti formali di diagnosi hanno utilizzato un approccio trasversale, riportando dati profondamente contrastanti in termini di sovra e sotto-diagnosi |
| c) |
è sostanzialmente assente un approccio longitudinale, che consentirebbe di validare la diagnosi formulata, con l'unico criterio rilevante dal punto di vista della salute pubblica, che è quello della sua produttività o della sua correlazione con l'andamento/esito nel tempo della situazione di depressione. |
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Quadro di riferimento
Il protocollo operativo è stato costruito - nel suo impianto generale e nella formulazione degli strumenti per la raccolta dei dati - in modo tale da riflettere (con la maggiore aderenza possibile in uno studio collaborativo) la realtà della medicina generale (MG) che:
| a) |
non prevede né permette comportamenti più o meno rigidamente predeterminati in termini di contenuti e di tempi; |
| b) |
può/deve procedere per approssimazioni successive, sia nella fase diagnostica che in quella che si esprime come "presa in carico" del problema attraverso decisioni assistenziali e/o prescrittive (di farmaci o di altre strategie); |
| c) |
può/deve assumere comportamenti di monitoraggio/follow-up e modalità/tempi di valutazione fortemente influenzati dalla storia del paziente e delle sue reti sociali. |
Questo studio collaborativo, approvato nell'ambito dei bandi per la promozione di ricerche capaci di rispondere, dall'interno dell'assistenza, a domande ancora senza risposte su problemi rilevanti per la Salute Pubblica, si propone l'articolazione delle tematiche sopra ricordate.
La presentazione dello studio riflette dunque solo parzialmente la sequenza classica adottata dai protocolli. Si tratta piuttosto della esplicitazione e del conseguente accompagnamento del percorso che descrive flessibilmente l'incontro MMG-paziente.
Il modo più diretto di presentare questo percorso è di riconoscerlo nella sintesi che ne propongono gli strumenti di lavoro messi a punto attraverso:
| a) |
una valutazione epidemiologica dei profili prescrittivi di antidepressivi di alcune ASL modello per avere dati concreti sulla dispersione e la variabilità del problema; |
| b) |
un lungo lavoro di discussione con i MMG; |
| c) |
uno studio pilota che ha fornito dati importanti sulla variabilità dei carichi assistenziali. |
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Disegno generale ed obiettivi
La mette in evidenza le caratteristiche più originali del protocollo e dei risultati che se ne attendono, rispetto alla situazione delineata nell'introduzione.
| 1) |
Tecnicamente si può definire come studio osservazionale longitudinale, con misure di esito. |
| 2) |
Per il grado atteso di non-definibilità di criteri diagnostici riconducibili da una parte a "soglie" di gravità e dall'altra a trattamenti raccomandati, la coorte longitudinale prevede al suo interno anche una sottopopolazione "sperimentale": secondo una logica ormai ben consolidata e condivisa, laddove c'è "incertezza" sul comportamento da assumere, la gestione del caso è decisa non con criteri empirici, ma attraverso una randomizzazione centralizzata. |
| 3) |
Il piano di inclusione, di controllo, di valutazione parziale e finale di coloro che entrano a far parte del protocollo è regolato flessibilmente, in modo da permettere non solo la valutazione dell'esito complessivo alla fine del percorso di osservazione (stimato ai 12 mesi), ma tutta la variabilità ed il peso dei percorsi assistenziali. |
| 4) |
Secondo quanto esplicitato nelle sezioni che seguono, i criteri di valutazione dei risultati sono un mix di approcci descrittivi e di stime di correlazione di dati qualitativi e quantitativi. |
| 5) |
Per definizione (e coerentemente con la collocazione di questo protocollo nell'ambito di quelli "osservazionali" approvati dall'AIFA) non ci si attendono da questo protocollo valutazioni formali di efficacia comparativa tra i diversi approcci di presa in carico: l'obiettivo principale è quello di produrre un'epidemiologia assistenziale complessiva del problema depressione nella MG, dalla caratterizzazione delle sue modalità diagnostiche, agli esiti delle sue diverse gestioni. |
| 6) |
È chiaro che in questa logica il criterio osservazionale è pienamente rispettato: non si "inducono" né si suggeriscono, né favoriscono pratiche specifiche: ogni MMG che partecipa è posto nella condizione di esprimere "in modo informato" l'insieme delle sue conoscenze, delle sue incertezze, delle sue scelte lungo un tempo che è rappresentativo della storia del problema depressione sia per il vissuto del/la paziente che per la variabilità delle pratiche assistenziali. |
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La definizione della popolazione
Lo strumento previsto per documentare la visita che coincide con l'inclusione del/la paziente nello studio (Vedi Scheda di inclusione) è la guida più completa ed esplicita alla comprensione della logica dello studio, alle sue caratteristiche, che ne definiscono la specificità per la MG, alla sua concreta praticabilità. I punti che seguono coincidono in questo senso e devono essere perciò letti, avendo presente la sequenza delle diverse sezioni e delle variabili della Scheda stessa.
1. Sono considerati includibili tutti i pazienti da 18 a 65 anni:
| 1.1 |
che il MMG già conosce come portatori di una diagnosi di depressione o di un "disturbo depressivo"; |
| 1.2 |
per i quali il MMG formula, anche sulla base di segni/sintomi/indicatori di cui documenta la presenza, una ipotesi o un sospetto di situazione-patologia depressiva. |
La popolazione che si vuole valutare-seguire riflette in questo modo più complessivamente lo spettro del disagio riconducibile a problemi di depressione; i criteri di inclusione allargati al "sospetto" o alla "percezione" saranno senz'altro interpretati in modo diverso dai singoli MMG che partecipano. Questa variabilità di fatto (di cui si approfondiscono e verificano poi gli elementi che la qualificano) è un aspetto determinante nel definire i carichi assistenziali della MG specificamente per ambiti come la depressione, il cui "riconoscimento-in-vista-di-una-presa-in-carico" dipende fortemente dalle caratteristiche dell'incontro del MMG con la storia e il contesto del/la paziente. L'inclusione in una ricerca di pazienti per i quali le conoscenze sono tanto problematiche non è altro che il modo più "ovvio" e responsabile di assicurare una assistenza di qualità, e capace nello stesso tempo di produrre le conoscenze ancora non-disponibili.
2. Sia per i casi "noti" che per quelli sospetti, il percorso diagnostico si esplica con:
| 2.1 |
una descrizione sintomatica, che rimanda ad un sistema "formale" come il DSM IV, esplicitandone la caratteristica di riflettere "impressioni complessive"; |
| 2.2 |
la verifica di quei fattori, o "dimensioni", che la letteratura ed il "buon senso" culturale e clinico, indicano come possibili determinanti e/o concause, e/o accompagnanti del "problema depressione": questi possono essere, rilevabili, più o meno immediatamente, ma certo devono essere presi in considerazione in modo esplicito; |
| 2.3 |
una eventuale decisione di approfondimento del problema, in modi e secondo priorità che il MMG definisce, in accordo con la sua conoscenza del caso e/o la in-certezza del suo sospetto diagnostico. In questo senso si può ricorrere a strumenti (es. l'una o l'altra scala) e/o a risorse (es. consulenze) che più direttamente riproducono la "formalità" diagnostica, e di cui la letteratura ha documentato la non-facile praticabilità e la precaria utilità nella realtà della MG (V. Introduzione e referenze ). |
3. Questo primo incontro si conclude con una formulazione diagnostica che:
| 3.1 |
può essere ancora in via di definizione; |
| 3.2 |
chiede esplicitamente di esprimere un giudizio, inevitabilmente soggettivo, su uno degli aspetti più critici per questo tipo di problemi come è quello della "comunicazione"; |
| 3.3 |
propone al MMG di confrontarsi sulla possibilità di esprimere, in testo libero (come una "epicrisi clinica"), il grado di "definibilità" del caso. |
4. La "presa in carico" (= la decisione assistenziale, nei suoi contenuti e nella sua organizzazione) si confronta con tutto lo spettro delle possibili strategie disponibili: è evidentemente conseguenza del processo di definizione-diagnosi e perciò altrettanto potenzialmente variabile. Ciò che conta è lesplicitazione delle scelte, che saranno inevitabilmente il prodotto misto di conoscenze, preferenze, tempi, disponibilità, curiosità, bisogni riconosciuti e/o sospettati e potranno includere:
| 4.1 |
percorsi non farmacologici; |
| 4.2 |
e/o percorsi farmacologici, ben definiti; |
| 4.3 |
e/o percorsi "sperimentali" (nella logica definita sopra nel quadro di riferimento del protocollo). |
Le strategie possono essere dunque articolate e non escludersi reciprocamente. Per quanto riguarda in modo specifico gli interventi non farmacologici (indicati nella scheda, che rimanda ad allegati direttamente consultabili e/o utilizzabili), il MMG può agire in modo autonomo o, se disponibili o ritenute necessarie, condiviso con altre figure professionali. Per quanto riguarda i trattamenti farmacologici, si è optato per documentare l'eventuale combinazione di farmaci "per sintomi/problemi correlabili", e di farmaci specificamente mirati al quadro diagnostico complessivo. Se sull'opportunità o meno di quest'ultimo esiste un'incertezza, è possibile affidare la decisione alla randomizzazione centralizzata.
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Osservazione longitudinale
Il disegno dello studio (V. ) prevede l’articolazione di due modalità di sorveglianza/ monitoraggio:
| 1) |
visite obbligatorie (in totale tre, a 3-6-12 mesi), che permettono di descrivere in modo comparabile per tutta la popolazione l'andamento complessivo della coorte per quanto riguarda l'evoluzione del problema di cui si è fatto carico; |
| 2) |
documentazione dell'intensità del carico assistenziale, programmato dal medico e/o richiesto dal/la paziente, nei periodi intercorrenti tra le visite obbligatorie:
- le schede di raccolta dati nella visita di controllo con l'esclusione della qualificazione del «caso» già fatta al follow-up, riproducono strettamente quella di inclusione, così da permettere la descrizione delle storie individuali, sia per quanto riguarda l’andamento della sintomatologia, che le eventuali variazioni delle strategie di presa in carico (V. Scheda di follow-up modello).
- Il registro dei contatti (V. Registro dei contatti) è lo strumento minimale che il MMG utilizza per documentare i “contatti” che ritiene significativi così da avere una traccia del percorso assistenziale. Se in occasione di uno di questi contatti, si rende necessaria una rivalutazione più completa, simile a quella prevista per le visite programmate, si ricorre alla compilazione della scheda visita di follow-up, che si aggiunge a quella programmata. È ragionevole attendersi che questa evenienza si verifichi con più frequenza nei primi 3 mesi e quasi esclusivamente per quei casi per i quali l’inquadramento diagnostico e/o la strategia della presa in carico, compresa anche la decisione di ricorrere alla randomizzazione, non si sono potuti definire in modo soddisfacente nella visita di inclusione.
- È prevedibile che per un numero non definibile di pazienti, il percorso assistenziale si debba chiudere (per decisione del MMG, e/o del/la paziente, e/o per la “chiusura” dell’episodio/problema depressivo) prima dei 12 mesi previsti: in questo caso si compila la scheda programmata per i 12 mesi, che è modificata nella sua parte finale in modo tale da fungere da scheda di valutazione finale.
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Tipologia attesa e numerosità della popolazione
Una stima precisa della dimensione e tipologia del campione sarebbe artificiosa non solo per le scarse conoscenze disponibili sulla depressione nel contesto delle cure primarie, ma anche e soprattutto per l'obiettivo generale dello studio che è quello di conoscere l'epidemiologia del problema dando visibilità alle situazioni incerte e/o nascoste.
La reale "potenza" dello studio sta, quindi, nella sua capacità di identificare/sorvegliare una coorte effettivamente rappresentativa dell'epidemiologia assistenziale della depressione in MG.
Per capire, quindi, quale possa essere l'epidemiologia attesa, sono state esaminate le prescrizioni relative alla ASL di Verona. Da tale analisi è risultato che su una popolazione assistibile di 233.105 persone con età compresa tra i 21 e 60 anni, il 3,9% (9.065 pazienti) riceve nell'arco di un anno una prescrizione di antidepressivi. Solo il 6% dei medici non ha in carico pazienti trattati con antidepressivi, mentre il 65% tratta con antidepressivi 3-5 pazienti ogni 100 e il 5% ne tratta più di 10.
Inoltre, dalla fase pilota dello studio ISD condotta con più di 40 MMG, è risultato che in media, in una settimana, un medico identifica circa 8 pazienti come portatori di un problema riconducibile ad una diagnosi di depressione, e quindi possibilmente includibili nello studio.
Appare perciò plausibile/auspicabile che ogni MMG coinvolto, possa includere 10 - 15 pazienti: una rete di 300 MMG porterebbe ad una coorte "attesa" di 3000 - 4500 pazienti, numerosità estremamente competitiva con quanto complessivamente disponibile nella letteratura, e tale da permettere il raggiungimento dei risultati e la valutazione degli esiti specificati nella sezione successiva del protocollo.
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Criteri di valutazione dei risultati
Nella logica di uno studio epidemiologico prospettico centrato sugli esiti di medio - lungo periodo di strategie di prese in carico che riflettono i percorsi assistenziali praticabili nella realtà del servizio sanitario, i criteri di valutazione previsti sono i seguenti:
| 1) |
La descrizione dell'andamento della coorte riconosciuta e presa in carico secondo i criteri di inclusione, in termini di:
- proporzione dei pazienti in remissione parziale e/o completa;
- comparsa e/o aggravamento della patologia;
- continuità e/o intermittenza e/o recidive della patologia.
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| 2) |
Conclusioni descrittive degli esiti in rapporto a:
- tipologia/gravità della situazione diagnostica all’inizio dello studio;
- durata della “positività” ai criteri diagnostici;
- variabili non cliniche, o di contesto, presenti all’inizio, e/o emergenti - modificate nel corso dello studio;
- tipologia e durata di esposizione alle diverse strategie di presa in carico.
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| 3) |
Valutazione specifica degli esiti in rapporto a:
- presa in carico a dominante componente farmacologica vs strategie centrate su modalità non farmacologiche;
- presa in carico esclusiva del MMG vs condivisione con altre competenze/ruoli assistenziali.
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| 4) |
Descrizione comparativa degli esiti in rapporto a:
- diagnosi concordante o meno tra percezione-inquadramento diagnostico del MMG e diagnosi prodotta con gli strumenti formali;
- variabili di sesso ed età (<25 anni; 25 - 50; = 51 anni).
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N.B.
| a) |
E' previsto nell'ambito dello studio, un controllo di qualità a campione (fino al 10% della popolazione, e/o dei MMG che partecipano) della situazione diagnostica delle/dei pazienti, a partire da valutazioni con strumenti formali somministrati da personale specializzato. Ciò permetterà, oltre ad una validazione interna dello studio, una più affidabile comparabilità con gli studi della letteratura citati nell'introduzione. |
| b) |
Data la caratteristica di studio osservazionale che prevede variabili o dimensioni non-omogenee in termini di definizione (in quanto affidate al giudizio del MMG - ad es. dimensioni di contesto -), si farà un uso parsimonioso di analisi multivariate, che saranno condotte secondo un piano pre-definito e concordato collegialmente. |
| c) |
Secondo la logica complessiva dello studio, e tenendo conto dei criteri adottati nella definizione di strumenti di raccolta dati, molte delle variabili previste per descrivere-valutare l'andamento nel tempo della patologia, hanno bisogno di una definizione esplicita dei criteri secondo cui le diverse componenti "pesano" nella formulazione di punteggi semi-quantitativi. Si intende condurre questo lavoro, come parte integrante dell'obiettivo metodologicamente formativo della ricerca, in modo collaborativo con tutti i MMG che partecipano. A partire dalla costituzione della popolazione iniziale, si prevedono attività di discussione con gruppi interessati, così da proporre un piano condiviso di valutazione e di analisi con speciale enfasi da adottare per le analisi di correlazione e di analisi multivariate sopra indicate. |
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Responsabilità dello Studio e proprietà dei dati
La Ricerca è promossa e coordinata da Gruppo di Lavoro ISD di cui fanno parte: il Dipartimento Farmaceutico-Azienda ULSS 20, Verona e il Centro Studi SIFO-Consorzio Mario Negri Sud, Santa Maria Imbaro (CH), Medici di Medicina Generale, come singoli o come rappresentanti di società scientifiche, CSeRMEG (Centro Studi e Ricerche in Medicina Generale) e EGPRN (European General Practice Research Network) within WONCA (World Organization of Family Doctor), i tre bollettini italiani indipendenti (Dialogo sui Farmaci-DsF, Informazioni sui Farmaci-IsF, Ricerca & Pratica-R&P) appartenenti all'International Society of Drug Bulletins, la Società Italiana di Farmacia Ospedaliera (SIFO).
I dati sono proprietà del Gruppo di Lavoro ISD e di tutti i Medici di Medicina Generale che parteciperanno allo studio.
Aspetti organizzativo gestionali
Il Gruppo di Lavoro ISD ha come obiettivo quello di creare una rete attiva di MMG e Farmacisti dei Servizi Farmaceutici Territoriali (SFT) che consenta l'effettiva realizzazione dello studio.
I MMG saranno invitati a partecipare allo studio attraverso le società scientifiche della medicina generale e i farmacisti operanti presso i SFT delle diverse ASL italiane, in qualità di lettori dei Bollettini Indipendenti (DsF, IsF, R&P), mediante contatti personali.
Aspetti economico gestionali
Lo Studio ISD è stato approvato e finanziato dall'Agenzia Italiana del farmaco (AIFA) nell'ambito dei Bandi AIFA per la Ricerca indipendente 2005-2006. La partecipazione alla Ricerca non prevede incentivi economici (solo un rimborso spese), ma l'erogazione di crediti ECM per MMG e farmacisti sulla base dell'impegno corrisposto. I fondi del Progetto saranno utilizzati per sostenere tutte le fasi operative dello Studio ISD.
Gestione dei dati
La raccolta dei dati è prevista in formato elettronico e cartaceo, a discrezione del medico. Pertanto le Schede Raccolta Dati potranno essere compilate ed inviate tramite supporto informatico oppure spedite per posta.
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Referenze
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